Chi è lo psicologo del comportamento alimentare?

Lo psicologo del comportamento alimentare è un professionista, opportunamente formato, che si occupa di gestione del peso corporeo e guida l’esplorazione nelle abitudini alimentari del soggetto ponendosi come obiettivo il benessere psico-fisico di quest’ultimo.

La psicologia è la scienza che ha come oggetto di studio l’individuo nelle sue manifestazioni psichiche e comportamentali.

L’ intervento del professionista è concordato con il paziente e mira al miglioramento della salute di quest’ultimo, nel significato corretto del termine. Per salute, difatti, secondo quanto sancito dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute), non si intende esclusivamente l’assenza di malattia, ma anche uno stato di benessere sociale, relazionale e psicologico (WHO, 1948).

Per tale ragione lo psicologo non si occupa solo di condizioni cliniche, ma anche di prevenzione e promozione della salute, tanto in ottica individuale quanto comunitaria.

Il paziente decide di consultare uno psicologo per gestire ed affrontare vissuti di disagio e sofferenza, per migliorare le proprie prestazioni o per apprendere modalità e tecniche capaci di incrementare il benessere psico-fisico.

Nel mio lavoro ho potuto constatare che nelle fasi iniziali, quando i pazienti sono chiamati a formulare degli obiettivi, emerge il desiderio di apportare nel loro repertorio comportamentale dei cambiamenti durevoli nel tempo ma che non comportino molta fatica.

Risulta perciò necessario chiarire ogni dubbio sul reale significato della parola “comportamento“. Alcuni sinonimi sono: prestazione, azione, reazione; insomma ciò che il soggetto dice o fa. Perdere 5 chili non è un comportamento ma una conseguenza o meglio il prodotto di una serie di comportamenti.

Il comportamento viene definito Overt quando può essere osservato e Covert quando è un’attività interna e personale. Esempi appartenenti a quest’ultima categoria sono i pensieri, le emozioni o il sopraggiungere di un ricordo.

L’alimentazione è un comportamento complesso costituito sia da aspetti Overt che Covert. Ha un impatto considerevole sullo stato di salute ed è influenzata in modo determinante da variabili emotive e psicologiche. Per questa serie di ragioni rientra a pieno titolo tra gli oggetti di studio della psicologia.

Lo psicologo del comportamento alimentare non si occupa, come erroneamente si crede, esclusivamente di disturbi quali anoressia nervosa, bulimia nervosa, pica, disturbo da ruminazione, disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo e disturbo da binge eating ma anche e soprattutto di obesità e sovrappeso. Nel 1997 l’OMS ha definito l’obesità un’epidemia globale in cui i fattori che sembrano avere un ruolo centrale sono la genetica, il tipo di cibo, il decremento dell’attività fisica ma anche i processi motivazionali, la capacità di problem-solving, l’autostima e l’immagine corporea. Il peso corporeo è in definitiva il risultato di un fenomeno molto complesso e sarebbe perciò riduttivo considerarlo esclusivamente dal punto di vista medico e nutrizionale, in quanto si trascurerebbero così variabili determinanti.

Il desiderio di modificare il proprio peso corporeo accomuna molte persone. Alcune di esse desiderano raggiungere questo obiettivo nel minor tempo possibile e, sin da subito, mettono in atto nuovi comportamenti; tuttavia, ben presto, perdono motivazione e si ritrovano a dover gestire un profondo senso di impotenza. Altre invece persistono più a lungo e riescono perciò a realizzare alcuni dei risultati sperati. Tale realizzazione rappresenta talvolta l’inizio di una nuova difficoltà alla quale non si era preparati: come mantenere i nuovi comportamenti nel tempo senza così tanto sacrificio? Come non perdere i risultati raggiunti?

Si ritiene che solo il 5% dei soggetti che decide di seguire una dieta particolarmente restrittiva riesca a mantenere il peso raggiunto: spesso si riacquistano tutti i chili precedentemente persi raggiungendo, in alcuni casi, un peso maggiore di quello iniziale. È la nota sindrome yo-yo: il mito di Sisifo in ambito alimentare.

Questo è solo uno dei comportamenti indizianti a conferma dell’importanza dell’aspetto mentale nei processi che guidano la nostra alimentazione.

Lo psicologo del comportamento alimentare aiuta l’esplorazione di tutto ciò che è legato all’atto del mangiare. Pensieri, emozioni, credenze, consapevolezza, senso di impotenza, autostima, autoefficacia, stili di coping, problem-solving, sostegno e motivazione sono alcuni dei termini intorno ai quali si gioca una partita importante: quella in cui si diventa protagonisti delle proprie scelte. Per quanto non tutti coloro che ritengono di avere problemi di peso pensino di rivolgersi ad uno psicologo del comportamento alimentare, solo coinvolgendo questa figura professionale si affronta la propria situazione nella sua interezza e complessità, con un conseguente incremento di risultati durevoli nel tempo e in linea col proprio benessere.

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